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I più Neanderthal sono i toscani
Già invidiati per via del sommo poeta, e per vivere nel luogo al centro del risveglio intellettuale del Rinascimento, i toscani ora hanno una ragione in più per essere orgogliosi


Come descrive l’antropologo John Hawks sul suo blog, stando ai dati diffusi da 1000 Genomes, l’imponente progetto di ricerca che dal 2008 sta mappando le varianti del genoma umano, in particolare in relazione alle malattie, sembra che tra tutte le popolazioni analizzate il genoma dei toscani sia quello che ha integrato più geni dei nostri cugini Neanderthal: questa la conclusione dopo aver confrontato i campioni delle popolazioni attuali con il genoma Vi33.16, cioè uno dei tre ricavati dalle ossa fossili di H. neanderthalensis provenienti dalla grotta di Vindija, Croazia.

Niente di cui vergognarsi, anzi. Sembra ormai un dato di fatto che le storie evolutive di Neanderthal e H. sapiens si siano intrecciate nell’evoluzione umana, non solo perché hanno condiviso l’habitat per decine di migliaia di anni, ma perché evidentemente le due specie erano interfertili e oggi solo il genoma di alcune popolazioni africane sembra totalmente privo di un contributo da parte dei cugini del Nord.


Semplicemente i toscani, che da sempre incuriosiscono gli antropologi molecolari per l’eccezionalità del loro genoma, sono un po’ più Neanderthal degli altri.



In questo caso particolare per quantificare le variazioni tra i genomi si è fatto riferimento solo all’analisi degli SNPs (Single Nucleotide Polimorhism), cioè si prendono in esame sequenze di DNA che differiscono per un singolo nucleotide. Anche grazie alle moderne tecniche di sequenziamento che consentono la creazione di immense banche dati, l’analisi degli SNPs e delle altre mutazioni che sta conducendo 1000 genomes sono un potentissimo strumento per confrontarsi con la diversità umana, anche del passato.

Da Oggiscienza

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